UN NUOVO MODELLO DI NETWORK

Scritto da il 5 Settembre 2017 in Alimentazione, Benessere, crescita personale, network marketing, Nutrizione, Salute, Self-improvement, sviluppo potenzialità

 

Network Marketing: trovare le reali opportunità per creare una strategia vincente.

 

Quando sentiamo parlare di Network Marketing, spesso associamo subito i termini a qualcosa di negativo, quasi truffaldino.

Probabilmente perchè alcune aziende che hanno sviluppato questo modello sono fallite e non hanno mantenuto le promesse con i propri clienti / partner, oppure perché ce ne sono così tante e con prodotti tutti molto simili per cui non se ne riesce a percepire il reale valore, oppure ancora perché i “networkers” spesso adottano delle modalità di approccio e di relazione spesso troppo aggressive e quasi evangelizzanti che disturbano i potenziali clienti piuttosto che coinvolgerli e convincerli ad entrare nella rete.

In realtà questo sistema di vendita non è così negativo come sembra. E’ infatti molto sviluppato in altri paesi e parecchie aziende importanti di calibro multinazionale hanno basato la loro organizzazione con questo tipo di struttura.

Quindi, probabilmente, la percezione negativa che se ne ha non dipende dal sistema di per sé ma piuttosto dal suo funzionamento inteso come svolgimento dell’attività da parte degli appartenenti.

Infatti il network marketing è un business model in cui è necessaria una rete di distribuzione per costruire il business stesso, basato sul “concept” aziendale, su un piano marketing dedicato e su un sistema di gestione dei membri appartenenti.

Ci sono molte differenze fra il sistema network marketing ed i sistemi di organizzazione tradizionali delle aziende, ma non per questo si può considerare uno modello meglio di un altro.

Le variabili per il successo di un’azienda che si basa sul Network Marketing sono molte. Il fattore fondamentale è naturalmente la qualità del prodotto, ma questo vale anche per le aziende con un modello tradizionale, per cui i fattori differenzianti sono principalmente i seguenti:

  • Meritocrazia: Il network marketing è un sistema meritocratico, fa strada solo chi porta risultati misurabili di fatturato.
  • Tempo libero: nel network marketing gestiamo il tempo come ci sembra più opportuno. Non abbiamo orari da rispettare, ma solo obiettivi economici.
  • Libertà finanziaria: se abbiamo la capacità di creare un buon network di venditori gran parte del guadagno sarà dato dalle fee sulle loro vendite, e ciò significa più tempo libero per aumentare ulteriormente i nostri guadagni.
  • Facilità di accesso: abbiamo l’opportunità di provare a diventare imprenditori ad un costo assolutamente accessibile.
  • Istruzione: basandosi su un sistema meritocratico, i superiori saranno sempre ben disposti a dedicarci del tempo per insegnarci cose interessanti sul prodotto e sulla vendita. In un’azienda tradizionale, purtroppo ancora oggi per molti dedicare del tempo all’apprendimento è una perdita di tempo e non un investimento sulla nostra figura.
  • Flessibilità: essendo un sistema che richiede un impegno di tempo modulabile in base agli obiettivi, e in cui l’investimento iniziale è così basso, ci permette di iniziare a provare in maniera graduale impiegando tempo part-time o addirittura il tempo libero al di là del lavoro principale.

Di solito questa tipologia di modelli applica anche le logiche del multilevel marketing (MLM – marketing multilivello), dove si devono acquistare i prodotti di cui si diventa venditori, attraverso la vendita diretta o reclutando altri venditori per guadagnare una “fee” sulle loro vendite.

E’ quindi un metodo di distribuzione di prodotti e servizi che, sulla carta, permette a chiunque di diventare un imprenditore-distributore e di creare una rete di distributori senza consistenti investimenti in denaro.

In realtà il Multi-level marketing (MLM) è una strategia di marketing piuttosto controversa che prevede che i venditori siano compensati non solo per le vendite effettuate direttamente, basate sul passaparola e sugli incontri, ma anche per quelle compiute da altri venditori da essi reclutati, i quali costituiscono la “discendenza” di un partecipante al MLM e gli garantiscono vari livelli di retribuzione secondo dei parametri ben precisi previsti dal proprio piano marketing aziendale.

Il MLM è noto anche come vendita piramidale. A tal proposito le aziende che realizzano modelli MLM sono spesso soggette a critiche e azioni legali: le critiche si focalizzano in particolare sulle analogie fra questo schema e gli schemi piramidali illegali, sui prezzi imposti, sui costi d’ingresso (materiali promozionali e scorte di prodotti), sull’enfasi data al reclutamento di nuovi venditori invece che alla vendita dei prodotti, sullo sfruttamento delle conoscenze e delle relazioni personali per vendere e reclutare, sugli schemi di retribuzione complicati, sui costi di materiali “formativi” e sulle tecniche motivazionali usate da alcune aziende, ai limiti del culto della personalità e, talvolta, anche oltre sconfinando nella vera a propria manipolazione.

Oltre a questo si aggiunga che in tantissimi MLM, se non in tutti, imperversano, a vario titolo, diverse figure genericamente identificate, o autoproclamate, come coach i quali tendono ad estendere in maniera impropria ed illecita i campi di intervento nella psicologia, nella salute della persona e nel campo della nutrizione umana. Basti pensare alla folta schiera di trainer e coach denominati mental, life, wellness, diet, educational, e chi più ne ha più ne metta.

Ricordiamo che la legislazione italiana non definisce esplicitamente il MLM, pone invece norme volte ad evitare strutture piramidali o catene di Sant’Antonio. Ad esempio l’articolo 5 della Legge 173 agosto 2005 rende illegali organizzazioni che “configurano la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone” oppure l’articolo 6 che vieta obblighi per il reclutato di corrispondere all’azienda somme di rilevante entità in assenza di una reale controprestazione al momento del reclutamento o per restare a far parte della struttura.

Secondo il mio personale punto di vista, per rendere pienamente efficace ed etico il sistema MLM bisogna fondarne l’attività su una reale ed autentica professionalità di tutti coloro che vi entrano a far parte, che passa per questi punti chiave:

  • attenzione e centralità alle persone, sia networkers che clienti;
  • etica e deontologia di tutto il personale che ne fa parte, dai vertici aziendali ai referenti di aree e di gruppo fino ai singoli venditori;
  • chiara precisazione e distinzione di ruoli, compiti e competenze, per evitare la tuttologia e per far si che sia ben chiaro il “chi fa cosa”;
  • collaborazione con professionisti della salute e del benessere della persona ai quali affidare il compito di informare i clienti sui potenziali benefici dei prodotti che rientrano nell’ambito della nutrizione, dell’alimentazione e degli integratori;
  • collaborazione con gli stessi professionisti ai quali affidare un efficace sistema di formazione dei networkers sui temi specifici di competenza, sia dal punto di vista psicologico che motivazionale per evitare la deriva incontrollata di tanti venditori che autoproclamandosi coach si improvvisano psicologi, nutrizionisti e formatori, con inevitabili rischi dannosi per la salute delle persone e conseguenti risvolti legali.

Quindi, un altro modo di intendere il network è assolutamente possibile e doveroso per far si che si punti sulla crescita e valorizzazione delle persone che da “potenziali codici” da attivare e “clienti bersaglio” diventino risorse di Capitale Umano.

 

Dott. Massimiliano Mascitelli, medico psichiatra e formatore per FORMOTION Academy

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