IL COUNSELING PSICOLOGICO

Scritto da il 5 Settembre 2017 in Benessere, Counseling, crescita personale, problem solving, Salute, Self-improvement, sviluppo potenzialità

Il Counseling, o Counselling, Psicologico è l’attività professionale che, per tematiche affrontate e tecniche utilizzate, afferisce alle attività dello psicologo, con la quale egli cerca di orientare, favorire, sostenere e sviluppare le potenzialità della persona e la sua qualità di vita, agevolando atteggiamenti proattivi, propositivi e stimolando le capacità, le consapevolezze e le risorse strettamente personali. In sintesi, si tratta di un supporto per favorire, sostenere e sviluppare le risorse e le competenze della persona, non in associazione o come conseguenza di disturbi mentali, ma per specifiche problematiche quotidiane, in quell’ambito della “normalità di tutti i giorni”.

Viene, inoltre, agevolata la conoscenza delle proprie dinamiche interiori, cognitive ed emozionali, così come del proprio temperamento, del proprio carattere e della propria personalità, individuandone pregi e difetti, ovvero caratteristiche e risorse sia funzionali che disfunzionali.

Tutto questo in una relazione paritaria basata sulla comunicazione interpersonale, l’ascolto attivo, l’empatia ed il sostegno, nella quale ci si prefigge di trovare insieme le migliori strategie di problem analysis, problem solving, decision making ed action plan, rendendo così possibili certe modifiche di pensiero e certe opzioni di comportamento.

Con il Counseling Psicologico si cerca dunque di consentire, innescare, incentivare e implementare nella persona una visione realistica di sè stessa e dell’ambiente circostante, e quindi dei vari contesti vitali come quello sociale, familiare, affettivo, lavorativo, riducendo in tal modo al minimo fattori conflittuali, soggettivi e/o di errata valutazione, e consentendo all’individuo stesso di mantenere la libertà e l’autonomia di una scelta consapevole nell’ottica del self empowerment, il potenziamento delle proprie capacità in base all’obiettivo che si pone.

Lo psicologo può utilizzare il Counseling Psicologico non solo per fornire aiuto e supporto individuale, ma anche di gruppo, in realtà quali scuole, strutture sanitarie, aziende, studi professionali, e, più in generale, laddove sia necessario superare tensioni e difficoltà con l’utenza e tra colleghi, le quali possono compromettere il benessere individuale e collettivo, nonchè la sfera lavorativa, così come il generale buon andamento gestionale e produttivo del gruppo stesso.

In quanto insieme di tecniche di matrice elettivamente psicologica, il counseling in Italia viene anche insegnato, talvolta impropriamente, come una tecnica di intervento psicologico (magari con definizioni diverse ed aleatorie, quando non ambigue) anche a chi psicologo non è, comportamento questo che suscita forti dibattiti e prese di posizione nella comunità professionale.

Inoltre, nel recente passato, e tutt’oggi, si osserva un fiorire di figure quali il coach, il mediatore, il motivatore, l’orientatore, il trainer, l’influencer, che, di fatto, a fronte di un percorso formativo non sempre chiaro, definito e strutturato, che spesso vede come fulcro soltanto la Programmazione Neuro Linguistica e pochi altri strumenti, attingono a piene mani dalla Psicologia tecniche e metodiche di esclusiva e specifica pertinenza, snaturandone il contenuto e l’applicazione, con evidenti pericolosi rischi per l’assetto mentale di tutti coloro che si avvicinano a queste realtà.

Le nostre considerazioni ribadiscono che il counseling non deve essere aspecifico, ma deve essere sempre declinato in un preciso ambito d’intervento e deve riguardare le tematiche e i contenuti derivati dall’interazione delle persone tra loro ed in quel preciso contesto, che mai può essere identico ad un altro. Spetta all’operatore il compito di definire i confini dell’intervento, non certo all’utente (che può trovarsi in un momento di debolezza e/o difficoltà e comunque non è tenuto a gestire il setting quanto a parteciparvi). In questo senso …”l’utilizzo delle abilità relazionali e comunicative del counseling (le counseling skills) da parte di altri professionisti non dell’area psicologica viene considerato pertinente se queste sono messe a servizio della loro specifica professionalità” (Vincenzo Calvo, “Il colloquio di counseling”, 2008). L’aspecificità di molte proposte di percorsi di counseling, coaching e training, portate avanti a volte da professionisti improvvisati e scarsamente formati con formule di proposte commerciali, fa si che il focus dell’intervento possa spostarsi impropriamente proprio sulla persona in senso generalista, non mirato, e soprattutto non sapendo riconoscere eventuali casi meritevoli di approfondimenti diagnostici specifici, andando quindi a sconfinare pericolosamente verso gli interventi di supporto, riabilitazione e consulenza psicologica che, per legge e per competenza, sono di esclusiva pertinenza degli psicologi abilitati e iscritti all’Albo Nazionale, configurando potenzialmente il reato di esercizio abusivo della professione di psicologo, quando addirittura non della professione medica nei casi che riguardano potenziali casi di pertinenza psichiatrica.

Per questi motivi, un percorso di counseling psicologico offerto da uno psicologo o psicoterapeuta regolarmente iscritto all’Albo e in possesso di una formazione specifica, rappresenta un’importante salvaguardia della salute dell’Utente, nonché dell’efficacia dell’intervento e del decoro professionale, e naturalmente della Legge.

Perché lo Psicologo?

L’individuo non sempre si prende cura della propria salute psicologica tanto quanto fa con la sua salute fisica. Tra l’altro esiste ancora in molti la diffidenza nei confronti dell’esperto in salute mentale, percepito e considerato, per scarsa conoscenza in materia e per “stigma” sociale, il “medico dei matti” o lo “strizzacervelli o uno sbrigativo ed incauto prescrittore di farmaci.

In realtà rivolgersi ad un professionista della salute mentale non vuole assolutamente significare essere “svitati”, o “diversi”, ma, al contrario, significa prendersi cura, con serenità e consapevolezza, della propria salute mentale, la quale va di pari passo con la propria salute fisica e con il benessere generale. In tal modo, migliorando e ristabilendo l’equilibrio e lo stato psicologico si migliora notevolmente, in modo direttamente proporzionale, la qualità della propria esistenza in tutti i suoi vari aspetti.

Un qualsiasi mutamento o evento nella propria esistenza, come cambiare lavoro, sposarsi, crescere, avere dei figli, superare degli esami, etc., può risultare di difficile elaborazione e superamento pur avendo una evidente connotazione positiva. A maggior ragione, un trauma come ad esempio un lutto, un incidente, la rottura di una relazione, il declino di un progetto lavorativo, la fine di una amicizia, etc. risultano, per così dire, di difficile personale “metabolizzazione” psicologica.

In tal caso un supporto psicologico da parte di uno specialista della salute mentale risulta un positivo e benefico aiuto, perché, attraverso il potenziamento della resilienza, sostiene la persona attraverso il disagio interno fino alla sua attenuazione e/o scomparsa, consentendo di migliorare e capire la propria parte interna ritrovando un giusto equilibrio in essa e con il mondo esterno.

Un aiuto psicologico porta a comprendere, riattivare e rinsaldare le proprie energie, capacità, soluzioni e motivazioni interne, permettendo in tal modo il superamento di blocchi ed ostacoli psichici che consenta di potenziare le proprie capacità. Può anche essere utile per creare uno spazio diverso da quelli abituali della vita di tutti i giorni, dove finalmente confidarsi e confrontarsi, e nel quale ritrovare punti di riferimento e risposte.

Consultare un professionista della salute mentale non significa, quindi, necessariamente avere un problema psicologico; come, a volte, capita di dire: meglio vedersi quando si sta bene, prima ancora di quando si sta male.

 

Dott. Massimiliano Mascitelli, medico psichiatra e formatore.

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